«Questi sono uomini di legge, di finanza, di tutto. Questi sono uomini che si occupano di business e quindi di tutto. Tutto è business. Tutto è potere.»

il Faccendiere - L’anno luce.

Estratto da “L’anno luce”

La professione non ha nulla a che vedere con il mio temperamento morale. Sono rimasto fedele a mia moglie per più di trent’anni essendo a contatto continuamente con tradimenti, sfiguramenti morali, meschinerie vomitevoli. La fedeltà è interiore, non ha alcun valore fuori di me. Non è una norma bigotta. Non sono religioso e non credo nella nemesi, ai giudizi finali. Eppure sono stato un uomo intimamente fedele. Non è una verità necessaria dell’uomo, questa. È la libertà. Mi sono preso la libertà di fare quanto volevo. Non sono rétro, non sono moralista.

L’ANNO LUCEdi Giuseppe GennaDunque, la trama non è proprio delle migliori, ma a modo suo è originale e attualissima. Uno spaccato di vita della classe dirigente italiana nitido e completo. Il lessico di Genna è molto forbito e ricercato. Sicuramente un autore molto colto. L’errore che forse commette nel romanzo è di attribuire a tutti i personaggi la stessa forma di ragionamenti, molto particolari, lo stesso gergo, gli stessi vocaboli, davvero molto ricercati. Intendo quindi che i personaggi, che siano sessantenni amministratori delegati di grandi aziende, cardinali con brama di potere, professoresse del liceo o ragazzini di diciassette anni, hanno tutti peculiarità ricercate troppo simili. I diversi caratteri non sono definiti con la giusta cadenza. Sembra sempre che sia lo stesso autore a parlare anzi che i suoi protagonisti. Rimango positivo nel mio giudizio complessivo, ma senza esagerare.

L’ANNO LUCE
di Giuseppe Genna

Dunque, la trama non è proprio delle migliori, ma a modo suo è originale e attualissima. Uno spaccato di vita della classe dirigente italiana nitido e completo. Il lessico di Genna è molto forbito e ricercato. Sicuramente un autore molto colto. L’errore che forse commette nel romanzo è di attribuire a tutti i personaggi la stessa forma di ragionamenti, molto particolari, lo stesso gergo, gli stessi vocaboli, davvero molto ricercati. Intendo quindi che i personaggi, che siano sessantenni amministratori delegati di grandi aziende, cardinali con brama di potere, professoresse del liceo o ragazzini di diciassette anni, hanno tutti peculiarità ricercate troppo simili. I diversi caratteri non sono definiti con la giusta cadenza. Sembra sempre che sia lo stesso autore a parlare anzi che i suoi protagonisti.
Rimango positivo nel mio giudizio complessivo, ma senza esagerare.

«The girl and boy I bought were in their late teens and negotiations had gone smoothly and an offer was made and than accepted.»

Clay - Imperial Bedrooms
Frosina: Dio! come state bene!
Arpagone: Chi, io?
Frosina: Non vi ho mai visto di un colorito così fresco e sano.
Arpagone: Dici davvero?
Frosina: Altroché, voi siete un fusto che può arrivare a cent'anni!
Arpagone: Credi che io piaccia?
Frosina: E lo chiedete? Siete un incanto. Siete da dipingere in un quadro. Ecco un corpo slanciato, snello, senza il minimo acciacco!
Arpagone: Di grossi non ne ho. C'è solo questo lieve catarro che mi prende di tanto in tanto.
Frosina: Il vostro catarro quasi vi dona, perché avete grazia nel tossire.
Arpagone: Certo che sono cose che piace sentirsi dire.
Frosina: Signore, avrei una preghieruccia da rivolgervi. Ho un processo che rischio di perdere solo per la mancanza di una piccola somma indispensabile, e per voi sarebbe facile aiutarmi a vincerlo, se voleste averne la bontà.
Arpagone: Mi hai reso un buon servizio, e te ne sono, te lo confesso, infinitamente grato.
Frosina: Vi prego, signore, datemi il piccolo soccorso che vi chiedo, e sarò io ad esservi infinitamente grata.
Arpagone: Arrivederci. Ho della corrispondenza da sbrigare.
Frosina: Vi assicuro, signore, che mai sollievo più benedetto allevierebbe bisogno più estremo.
Arpagone: Avrò cura che si ceni presto perché la vostra salute non abbia a soffrirne.
Frosina: Non vi importunerei se non fossi spinta dalla necessità.
Arpagone: Devo andare. Mi chiamano. A presto. (Esce.)
Frosina: Che la febbre ti consumi, cane di villano indiavolato!
CIME TEMPESTOSE (Wuthering Heights)di Emily BrontëStraziante, angosciante, opprimente, tormentoso. A tratti vorresti prendere tutti i personaggi, e dico tutti, e buttarli in un rogo. Ucciderli in gruppo e farla finita con quella sequenza di cattiverie che si tramanda da generazione in generazione. Ma è proprio quest’odio e questa rabbia che il lettore finisce per provare, che determina l’unicità del libro.

CIME TEMPESTOSE (Wuthering Heights)
di Emily Brontë

Straziante, angosciante, opprimente, tormentoso. A tratti vorresti prendere tutti i personaggi, e dico tutti, e buttarli in un rogo. Ucciderli in gruppo e farla finita con quella sequenza di cattiverie che si tramanda da generazione in generazione. Ma è proprio quest’odio e questa rabbia che il lettore finisce per provare, che determina l’unicità del libro.

CANDIDO O L’OTTIMISMO (Candide ou l’optimisme)di VoltaireBando a chi parla male dei filosofi illuministi. Candido sarà anche un anima buona, pia e di grande intelletto, ma passa il libro a uccidere chi si dimostra essere un ostacolo, ed ascoltare racconti strazianti di vita dei compagni di viaggio, che a loro volta muoiono ferocemente come mosche per cause assurde e deliranti. Porsi domande rimane l’attività che riesce meglio al protagonista. Originalissimo, soprattutto considerando l’epoca, il susseguirsi delle coincidenze che alimentano gli interrogativi di Candido, portandolo a crearsi una personale idea del mondo e delle credenze. Divertente anche leggere le note, presenti di tanto in tanto, in cui viene spiegato come Voltaire lanciasse frecciatine agli avversari letterari e filosofi del suo tempo, sparando quello che pensava di loro senza mezzi termini attraverso le metafore dei suoi personaggi.

CANDIDO O L’OTTIMISMO (Candide ou l’optimisme)
di Voltaire

Bando a chi parla male dei filosofi illuministi. Candido sarà anche un anima buona, pia e di grande intelletto, ma passa il libro a uccidere chi si dimostra essere un ostacolo, ed ascoltare racconti strazianti di vita dei compagni di viaggio, che a loro volta muoiono ferocemente come mosche per cause assurde e deliranti. Porsi domande rimane l’attività che riesce meglio al protagonista. Originalissimo, soprattutto considerando l’epoca, il susseguirsi delle coincidenze che alimentano gli interrogativi di Candido, portandolo a crearsi una personale idea del mondo e delle credenze. Divertente anche leggere le note, presenti di tanto in tanto, in cui viene spiegato come Voltaire lanciasse frecciatine agli avversari letterari e filosofi del suo tempo, sparando quello che pensava di loro senza mezzi termini attraverso le metafore dei suoi personaggi.

L’AVARO (L’Avare)di MolièreRidere, ridere, ridere. Poveri Cleante e Elisa ad avere un padre come Arpagone. Fossi stato un membro di quella famiglia sarei certamente fuggito in cerca di una vita migliore, ma è vero anche che godersi le paranoie e le frustrazioni del più grande spilorcio che esista è un buon motivo per restare.Curiosissimo di vedere il film con Alberto Sordi.

L’AVARO (L’Avare)
di Molière

Ridere, ridere, ridere. Poveri Cleante e Elisa ad avere un padre come Arpagone. Fossi stato un membro di quella famiglia sarei certamente fuggito in cerca di una vita migliore, ma è vero anche che godersi le paranoie e le frustrazioni del più grande spilorcio che esista è un buon motivo per restare.
Curiosissimo di vedere il film con Alberto Sordi.

IMPERIAL BEDROOMSdi Bret Easton EllisTanto atteso, questo imperial bedrooms, da farci forse avere le aspettative troppo alte; e si sa: aspettative alte = delusione post lettura. Eccoci invece nuovamente immersi in quella atmosfera Less Than Zero così nostalgica e unica per noi amanti del genere. E che tanto ci era mancata. Quella stessa Los Angeles indifferente e vuota di Clay e Blair, come se nessuno l’avesse toccata e tutto fosse rimasto esattamente come venticinque anni prima. Gli stessi parties dopo una premiere, gli stessi dialoghi vacui, lo stesso ambiente degli studios che ha passato lo scettro a loro, la prole della vecchia generazione di produttori, registi e scrittori. La trama questa volta è intricata e contorta e angosciante e non lascia dubbi: se cerchi gli anni ottanta, vai a vivere a Los Angeles; ti sembrerà di intravedere Trent che si mette gli stessi Ran-Ban o Blair che guarda l’oceano con quell’identica attitudine distante dal mondo o Julian che ti sorride assente, sicuro di sé, saltando da un guaio all’altro come avesse ancora diciannove anni. Per quanto riguarda le paure di ammutinamento da parte dei fans che Ellis si aspetta, data la presenza di sentimentalismi nel Clay quarantenne di oggi (dice lui in un’intervista della settimana scorsa), mi sento di dire che no, non ha deluso i fans, tutt’altro. Non poteva trovare modo migliore di farci rituffare in quell’alone ovattato e solitario dello Chateau Marmont, dove c’è un chiasso assordante di voci e flash ma tu sei come sordo, e l’unico rumore che senti viene dal vento caldo della California che ti fischia nelle orecchie. E questa è l’unica cosa che conta.

IMPERIAL BEDROOMS
di Bret Easton Ellis

Tanto atteso, questo imperial bedrooms, da farci forse avere le aspettative troppo alte; e si sa: aspettative alte = delusione post lettura. Eccoci invece nuovamente immersi in quella atmosfera Less Than Zero così nostalgica e unica per noi amanti del genere. E che tanto ci era mancata. Quella stessa Los Angeles indifferente e vuota di Clay e Blair, come se nessuno l’avesse toccata e tutto fosse rimasto esattamente come venticinque anni prima. Gli stessi parties dopo una premiere, gli stessi dialoghi vacui, lo stesso ambiente degli studios che ha passato lo scettro a loro, la prole della vecchia generazione di produttori, registi e scrittori. La trama questa volta è intricata e contorta e angosciante e non lascia dubbi: se cerchi gli anni ottanta, vai a vivere a Los Angeles; ti sembrerà di intravedere Trent che si mette gli stessi Ran-Ban o Blair che guarda l’oceano con quell’identica attitudine distante dal mondo o Julian che ti sorride assente, sicuro di sé, saltando da un guaio all’altro come avesse ancora diciannove anni. Per quanto riguarda le paure di ammutinamento da parte dei fans che Ellis si aspetta, data la presenza di sentimentalismi nel Clay quarantenne di oggi (dice lui in un’intervista della settimana scorsa), mi sento di dire che no, non ha deluso i fans, tutt’altro. Non poteva trovare modo migliore di farci rituffare in quell’alone ovattato e solitario dello Chateau Marmont, dove c’è un chiasso assordante di voci e flash ma tu sei come sordo, e l’unico rumore che senti viene dal vento caldo della California che ti fischia nelle orecchie. E questa è l’unica cosa che conta.

UNA QUESTIONE PRIVATAdi Beppe Fenoglio “Devo spararti. Perché se ti lascio vivere sarai tu a sparare a me non appena mi sarò voltato”. I protagonisti del romanzo sono persone comuni, che semplicemente adesso appartengono a due fazioni diverse, per tipiche circostanze belliche. La guerra ormai è finita, ma nei boschi dove combattono i partigiani le notizie arrivano con diversi giorni di ritardo. Ed è in quel lasso di tempo, prima di scoprire che è tutto finito, in cui con illogico, paradossale senno di poi, sembra più insensato spararsi addosso. Ed è forse questo il messaggio. Il buon vecchio messaggio “che la guerra è sbagliata”. Questo libro lo trasmette lasciandoti ansia e amarezza.

UNA QUESTIONE PRIVATA
di Beppe Fenoglio

“Devo spararti. Perché se ti lascio vivere sarai tu a sparare a me non appena mi sarò voltato”. I protagonisti del romanzo sono persone comuni, che semplicemente adesso appartengono a due fazioni diverse, per tipiche circostanze belliche. La guerra ormai è finita, ma nei boschi dove combattono i partigiani le notizie arrivano con diversi giorni di ritardo. Ed è in quel lasso di tempo, prima di scoprire che è tutto finito, in cui con illogico, paradossale senno di poi, sembra più insensato spararsi addosso. Ed è forse questo il messaggio. Il buon vecchio messaggio “che la guerra è sbagliata”. Questo libro lo trasmette lasciandoti ansia e amarezza.